
L’enciclica di Leone XIV: l’IA serva l’umanità, non il potere di pochi.
Nel 135° anniversario della “Rerum novarum”, il Pontefice riflette nella sua prima enciclica, “Magnifica humanitas”, sulla Dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’appello a custodire “una magnifica umanità abitata da Dio”, promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Nell’era digitale, occorre disarmare l’IA e superare la teoria della “guerra giusta”, rilanciando dialogo e multilateralismo. Suddivisa in cinque capitoli, più un’introduzione e una conclusione, Magnifica humanitas parte da un assunto: la tecnologia non è una “forza antagonista rispetto alla persona”, né “di per sé un male”. Tuttavia, essa “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa”. Di qui, il richiamo del Pontefice a “costruire nel bene” e a “rimanere umani”, seguendo la logica della corresponsabilità coraggiosa, della sussidiarietà, della comunione, affinché “il mondo possa riconoscere nel cuore dell’essere umano il luogo dove Dio desidera abitare”.
