
è una lettera un po’diversa dal solito…
come gruppo missionario del Duomo eravamo soliti inviarti dei messaggi e degli auguri (ce lo aveva insegnato Lucia… che ora sarà lì certamente al tuo fianco). Questa lettera infatti la stiamo mandando in Paradiso e non in Africa ..anche se forse per te è un po’ la stessa cosa: l’Africa era il tuo posto felice, il tuo paradiso. E lo sapevamo bene noi tutte che quando ti ascoltavamo parlare di Africa vedevamo quel prezioso intenso sorriso che quasi non ci stava tutto nel tuo volto. Lo sanno bene tutti coloro che sano venuti a trovarti laggiù nel tuo posto felice.
Perchè là tu eri gioia pura, vita piena. Del resto cosa c’è di più significativo nella vita di un uomo che capire quale sia la propria strada, trovarla e percorrerla tutta coinvolgendo mille persone in un meraviglioso progetto?
Amico, fratello e padre di interi villaggi dove per te portare acqua, cibo, nuovi insegnamenti, cure e speranza aveva lo stesso valore che portare la fede. Perchè si deve stare bene per poter ascoltare la parola di Dio.
E in Africa per stare bene basta davvero poco.
Tornavi qui e per noi era “‘E’ TORNATO PADRE GIANNI”. È una frase che sentivo fin da bambina nella mia famiglia e poi nel gruppo missionario. Sapevamo che avresti raccontato qualcosa, qualcosa di vero, di significativo ben più prezioso delle tante parole che spesso ripetiamo a vuoto. E così la chiesa si riempiva del tuo racconto buono, le aule di catechismo di silenzio e stupore, le case di chi ti ospitava di partecipazione. E piano piano la tua narrazione entrava nei cuori e in molti cuori, molti qui oggi presenti a salutarti, ha portato cambiamenti e scelte. Io avevo poco più di vent’anni anni quando sono venuta in Sierra Leone e ricordo come fosse ieri il profumo, i suoni, i colori, la vita che vi ho respirato. Sono stati tra i giorni in assoluto più belli della mia vita, un sogno realizzato grazie a te. Di sera nei villaggi non c’era la luce e tu con naturalezza dicevi: gli africani ci vedono bene a loro basta la luce della Luna. Ci penso sempre.
Noi spesso abbagliati da mille inutili luci l’Africa che riesce a vedere oltre. E tu che ne eri innamorato. Innamorato di quello sguardo che sa cogliere la vita come qualcosa di infinito. Ecco perché oggi per te non è un giorno triste, ma il giorno che continua verso la Vita.
Grazie padre Gianni per ogni cosa.
(Elisa)
