Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Gv. 6,51

Oggi, festa del Corpo e Sangue del Signore, la Chiesa ci invita a fermarci, per chiederci onestamente se la Parola che ascoltiamo e il Pane che ci viene donato sono accolti come un dono o subiti come una abitudine. Gesù non chiede ai discepoli di adorare, contemplare, pregare quel Pane, ma chiede come prima cosa di tendere le mani, di prendere, stringere il suo corpo. Dio non è venuto nel mondo con il solo obiettivo di togliere i nostri peccati, visione un po’ riduttiva, sia di Dio che dell’uomo. Il suo progetto è molto più alto, molto più grande: portare Dio nell’uomo! Molto più del perdono dei peccati è venuto a dare: è venuto a dare se stesso!  Se credo che davvero Dio è presente, non riesco a mancare a quell’incontro… La Messa può diventare peso, fatica…ma se crediamo che il risorto è presente, al di là della povertà del luogo e delle persone, tutto cambia. L’incontro con Cristo Eucarestia, con questo corpo, dovrebbe cambiare inesorabilmente il modo di vivere, di pensare, di amare. È vero: c’è gente che fa il bene senza bisogno di andare a Messa….ma per me, cristiano, il Bene deriva dall’incontro con Cristo. È vero: la preghiera può essere personale…ma l’incontro della comunità ci fa sentire ed essere Chiesa. Quando noi diciamo che nel pane c’è il corpo di Cristo, diciamo due cose; la prima che lì c’è Dio, la seconda è che nei corpi, in tutti i corpi, c’è Dio. La bella notizia di questa Domenica? Tutti diventiamo ciò che riceviamo…Corpo di Cristo! inCORPOrati